venerdì 21 settembre 2018 - 14:49

La più amata – Recensione

Forse colluso, introverso, disaffezionato, brusco, santo per qualcuno, benefattore, ricco, molto ricco; case, terreni, tanti palazzi, un grattacielo, regali costosi (ricevuti e da fare) e amici; fedelissimi, estremisti, politici, infermieri devoti, imprenditori, massoni, “faccetta nera al matrimonio”.
Era davvero tutto questo Lorenzo Ciabatti? Il Professore, pregiatissimo Professore. “Papà, il mio papà!”, come dice la figlia. Quanto sarà costato a Teresa Ciabatti tutto questo rimescolamento?
L’autrice con questa formidabile prova – pubblicata da Mondadori e che le è valsa la finalissima al Premio Strega del 2017 – ci restituisce il senso di una vita vissuta al fianco di un uomo potentissimo e rispettato da tutti, il suo papà. Si chiama Lorenzo Ciabatti ed è il primario dell’ospedale di Orbetello.

Teresa Ciabatti, ”La piu’ amata” (Edit. Mondadori)’

“La più amata” è la memoria, forse falsata, di una donna dalla voce-bambina che ha scavato dentro se stessa con la punta tonda di un cucchiaino. I personaggi storici di una più recente Italia si mescolano con le esperienze familiari dei Ciabatti. Tuttavia si ha quasi l’impressione che le circostanze narrate, come gli incontri ad esempio, siano annacquati dalle compensazioni fantasiose dell’autrice. “Ricordo, collego, invento” dice lei.
Con innesti sapienti, la scrittrice di Orbetello aggiunge ai dettagli dell’infanzia – che oscilla tra senso del vero e pura invenzione – nomi eccellenti non solo della scena politica ma dell’intero paese; fa tutto questo conservando intatto nel lettore il dubbio che questo recupero mnemonico non finisca poi per diventare un falso d’autore.

Il prestigio e il benessere di una vita agiata non durano a lungo nella vita di Teresa. Il colpo di scena è una macchia inattesa: la famiglia Ciabatti è nel giardino con piscina della villa del Pozzerello, quando un uomo armato fa irruzione in casa e intima al Professore di seguirlo. La moglie e i figli (Teresa e Gianni) trovano riparo in un bunker costruito nel sottosuolo. E’ il singolare sequestro di un giorno solo. Da questo punto in poi tutto smette di essere come prima: Teresa cambia casa, i suoi genitori si lasciano e i privilegi vengono azzerati.
La figlia dei Ciabatti – la più amata – diventa quello che non è mai stata e abbandona così i panni della figlia prediletta; non più pietra preziosa, viziata e innalzata a idolo. E anche dopo che i fatti narrati – veri o presunti – trovano, a modo loro, una collocazione nella linearità temporale della sua originale autobiografia, Teresa resta solo una donna di 44 anni, irrisolta e anaffettiva ma anche sbadata, insicura e ingenua. Dopo un’adolescenza bruscamente interrotta è ancora stringente in lei il desiderio di ricongiungimento, di risoluzione. La ricerca spasmodica della verità diventa humus.

Chi era Lorenzo Ciabatti? Con questo suo magistrale tentativo di recupero narrativo – al quale segue perfino un tardivo successo – Teresa si mostra come una scrittrice nervosa, dalla prosa tagliente e sincopata, senza fronzoli.
“Mi chiamo Teresa Ciabatti – scrive lei stessa -, ho quarantaquattro anni e non trovo pace”.

Luca Calò

 

L’immagine di copertina è stata presa e riadattata, il sito di provenienza è “Mangialibri”.

About The Author

Luca Calò

Scrivo // Quando non scrivo, penso a cosa scrivere // Appassionato, sognatore e sperimentatore // Amo le short stories; non serve molto tempo per leggerle, giusto quello che si potrebbe utilizzare per portare fuori il cane o per cambiare colore ai capelli, eppure ti cambiano la vita.

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