sabato 23 marzo 2019 - 15:43

I Formidabili Frank – Recensione

Il peso sfiancante ed eccessivo del genio, della sregolatezza, dell’eccentricità tutto insieme, assemblato dentro una sola persona, Harriet Frank Ravetch, conosciuta come Hank e con altri nomignoli che ne qualificano la multiforme personalità. Lei è una sceneggiatrice hollywoodiana dal carisma travolgente, e poi raffinata, magnetica e munita di quella capacità rara di attirare e respingere cose e persone, soprattutto queste ultime; familiari, amici, parenti stretti, la cerchia sempre più esclusiva dei Formidabili Frank – in cui si entra per meriti e doti – ruota attorno all’esistenza di Harriet che impone su tutti il suo gusto, la sua visione del mondo, la sua gerarchia di priorità, la sua vita.

“I Formidabili Frank”, edito nella versione italiana da Einaudi, è il memoir commovente e vivido di Michael Frank, nipote prediletto di zia Hank. La prima vera stranezza che rende i Frank così “formidabili” è proprio quello strano legame di parentela che unisce a doppia mandata due famiglie a un livello quasi simbiotico e complementare di esistenza.
Genitori mancati, Hank e suo marito Irving, anche lui sceneggiatore di successo, eleggono il piccolo nipote Michael a loro unico figlio, prendendolo in prestito alla famiglia; introducendolo quindi a un mondo di avventure, di arredamento, di letture e decorazioni, di viaggi, di scelte di gusto dove non tutto è ammesso, ma anche di convinzioni cristallizzate dove ciò che non è conforme viene escluso. Nella maison, il tempio finemente allestito di Hank, ci sono regole ferree che richiamano a schemi di comportamento creduti gli unici accettabili, immodificabili, che se all’inizio fungono da polo di attrazione per il giovane Michael, abbagliato dalla luce della creatività e dell’istrionismo di quei due zii artisti del cinema – devoti l’uno all’altra -, in seguito finiscono per creare una linea netta di demarcazione tra ciò che è reale e ciò che è eccessivo, finzione.

Michael, interamente calato in quell’universo di giudizi polarizzati  giusto/sbagliato bene/non bene antico/moderno dentro/fuori, fa però tanta fatica a divincolarsi dal controllo che la zia esercita su di lui. Ma non è il solo. Anche Merona e Martyn, i genitori di Michael, come del resto anche gli stessi suoi fratelli, risentono dello spirito travolgente e asfissiante di Hank. Tuttavia, a modo loro, cercano di resisterle. Lo stesso fa l’adorato zio Irving, sarcastico, buono e brillante, rimanendo comunque l’unico e sincero alleato della moglie.
A distanza di anni, queste pagine hanno il senso della catarsi affettiva, di un viaggio nel tempo – tra l’America e l’Italia – alla ricerca della soluzione di quel mistero che per quasi mezzo secolo è stata, nella vita dell’autore, la zia sceneggiatrice. Un tentativo, il romanzo, di trovare l’origine della sua natura dispotica, disfattista, ma anche amorevole e conciliante.

Luca Calò

About The Author

Antonello Mortato

Responsabile categoria READING per Breakoff.it // scrittore & poeta // ama viaggiare e scrivere e/o scrivere viaggiando // nel tempo libero legge, suona la chitarra e si dà alla vita mondana // obiettivo: navigare in sogni illusoriamente irrealizzabili e trasformarli in realtà.

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