domenica 19 agosto 2018 - 15:59

Gorillaz live @ Lucca Summer Festival – Recensione

Is it really the first time?

Questa la frase pronunciata più volte in quel di Lucca a uno stupito Damon Albarn, mente musicale dei Gorillaz. Ed in effetti quella della sera del 12 luglio 2018 è stata davvero la prima data di sempre in Italia della band esistente dal 1998!

foto di Francesco Prandoni per Lucca Summer Festival


Lo stupore non può che essere condiviso dai fan italiani accorsi in gran numero nella gremitissima Piazza Napoleone. Vent’anni per sentire i Gorillaz in Italia. Sembra incredibile e lo è ancor di più per la generazione (compreso il sottoscritto) che tramite la band si è avvicinata alla musica due decenni fa grazie al connubio tra le sonorità di Albarn e l’ammiccante e ispiratissima immagine cartoonesca creata da Jamie Hewlett. Meglio tardi che mai.

 

È anche vero che la dimensione live della band più virtuale di sempre si è andata formando negli anni, sino ad arrivare alla nutrita formazione presente sul palco del Lucca Summer Festival: con Damon Albarn troviamo due batterie, due tastiere, una chitarra, un basso e sei coristi. Per non parlare degli ospiti intervenuti per eseguire al meglio molte delle hit dei Gorillaz, li vedremo più avanti.

 

Il concerto parte in modo esplosivo con M1A1, estratto dall’album di debutto. Un pezzo post-grunge più vicino alle radici musicali di Albarn (non a caso storico frontman dei Blur) piuttosto che all’insegna della fusione di generi che negli anni è diventata per i Gorillaz un marchio di fabbrica. Il ritmo rimane alto con Tranz, nuovo brano dal recentissimo ultimo lavoro in studio (The Now Now) e Rhinestone Eyes dall’acclamato Plastic Beach.

 

L’esibizione procede spedita, con poche e brevi interruzioni e ogni canzone viene accolta dal pubblico con un’ovazione. Ognuno dei cinque album dei Gorillaz è ben distribuito in scaletta, la scelta dei brani azzeccata. Ben sette dall’ultimissimo album The Now Now, uscito giusto pochi giorni prima della data di Lucca, su un totale ricco di 23 pezzi in un’ora e mezza di concerto. Va detto che la discografia della band è costellata di singoli, inevitabile che qualcuno di questi non abbia quindi trovato spazio in setlist.

Come preannunciato, la serata non è avara di ospiti di rilievo. Immancabili i De La Soul (presenti per due terzi della loro formazione) che entrano in scena per cantare Superfast Jellyfish e Feel Good Inc, Pean Everett con la sua straordinaria voce in Strobelite e Stylo (qui adempie bene all’arduo compito di sostituire il compianto Bobby Womack), Bootie Brown in Dirty Harry e Jaime Principle nella nuova Hollywood. Sui maxischermi non manca inoltre la presenza virtuale di Snoop Dogg (Hollywood), Popcaan (Saturnz Barz), e Del the Funkee Homosapien (voce rap di Clint Eastwood, purtroppo assente a causa di una brutta caduta dal palco avvenuta una settimana prima al Roskilde festival).

 

Chi conosce bene i Gorillaz sa che la carrellata di nomi appena elencati rappresenta solo una parte dei molteplici artisti coinvolti nel progetto di Albarn e Hewlett che, se non fosse abbastanza chiaro, dipende molto dalle collaborazioni esterne.

 

Per questo motivo non è facile portare live quel mix di qualità e quantità di cui si gode nei dischi della band, ma nonostante ciò la performance è decisamente ottima sotto tutti i punti di vista e grandiosa è anche la risposta del variegato pubblico: molti spettatori under 30, un non indifferente numero di bambini ma anche molti over 40.

foto di Francesco Prandoni per Lucca Summer Festival

 

Con un Damon Albarn in gran forma vocale, la band a suo seguito sempre all’altezza della situazione e gli ospiti in grado di trasmettere sempre una gran energia nonostante il loro centellinato utilizzo, neanche qualche problema tecnico (ripetuti blackout dei maxischermi e qualche fruscio all’impianto audio) può scalfire una serata di gran spettacolo.

 

Tra i pezzi più acclamati senz’altro Feel Good Inc (qui di seguito un video dell’esibizione), On Melancholy Hill e l’immancabile Clint Eastwood a chiudere la setlist. Quest’ultima preceduta però dall’altrettanto ottima Kids With Guns, a mio parere il picco più alto della serata grazie alla chiusura strumentale in crescendo accompagnata dalla potente voce di Michelle Ndegwa (oplà, altro ospite!).


Non lasciamo passare altri 20 anni”, questa la battuta conclusiva di Damon Albarn.

 

Per l’amor del cielo no, neanche per sogno!

 

 

Francesco Barducci

About The Author

Francesco Barducci

Responsabile categoria MEDIA e autore di Switch OFF per Breakoff.it // videomaker di Bischerate e speaker per Break the Radio // grafico senza pedigree // nel tempo libero bere, dormire, pedalare, ripetere.

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