sabato 16 dicembre 2017 - 04:13

Far Cry 5 – Anteprima

DAL VANGELO SECONDO UBISOFT

 

Che fosse nell’aria lo si era intuito, con notizie e leak trapelati dagli studi di Montreal in cui si annunciavano due uscite tripla A per la software house canadese. Mentre tutti erano concentrati sul nuovo Assassin’s Creed, che pare si chiamerà Origins e sarà davvero ambientato nell’antico Egitto come già qui su God Mode On vi avevo anticipato in tempi non sospetti, Ubisoft si è data da fare per confezionare un nuovo capitolo del suo secondo brand per antonomasia.

 

Far Cry 5 è già realtà.

 

 

Pronto e consolidato si è mostrato la settimana scorsa con trailer in computer grafica, immagini, qualche informazione su trama e gameplay, ma soprattutto con la data di uscita, fissata per il 27 febbraio 2018.

Ubisoft tenta quindi il colpo di coda prima della chiusura dell’anno fiscale con un titolo ormai rodato rivolto sia ai nuovi giocatori che ai veterani.

 

Questo nuovo Far Cry non si distanzia molto dai suoi predecessori, ma sicuramente cerca di togliersi di dosso quella brutta macchia nero pece appiccicosa che porta il nome Primal, ovvero il predecessore ambientato all’età della pietra.

 

Il tonfo di Primal è stato pesante e proprio per questo Far Cry 5 tenta di distaccarsi decisamente dal passato.

 

Siamo in Montana, nella ridente cittadina di Hope County, quando una banda di pazzi armati di tutto punto che si fanno chiamare il Progetto dei cancelli dell’Eden, si mette a fare il bello e il cattivo tempo sotto la guida del fanatico Seed: predicatore, anticonformista e totalmente folle.

Come accaduto per Outlast 2, la ricetta villan assetato di sangue/fanatico religioso, è una combo azzeccata e stimolante.

Il buon uomo non chiede altro che tutti i cittadini facciano ciò che vuole, pena l’essere considerati eretici e venire brutalmente tolti di mezzo.

 

Hope County vedrà risorgere la speranza nella forma del nuovo protagonista della storia: un vicesceriffo scaltro e coraggioso cresciuto a pane e film di Chuck Norris, che imbraccerà fucile e pistola per riportare la pace in città.

 

Nella nostra missione non saremo quasi mai soli: Hope County è viva e piena di persone che ne hanno abbastanza dei soprusi di Seed e che ci aiuteranno ben volentieri nel nostro cammino.

 

Potremo giovare anche dell’aiuto di alcuni animali: si potranno infatti ammaestrare cani o piccole bestiole selvatiche, proprio come accadeva in Primal. Speriamo solo che la cosa risulti un minimo realistica: sarebbe poco congruo riuscire ad ammaliare un parente di Yoghi e portarselo dietro in battaglia.

 

Ad ogni modo le sensazioni non sono per nulla negative.

 

Come per ogni Far Cry che si rispetti, l’open world sarà bello, curato e pieno di cose da fare per non rimanere mai con le mani in mano.

Inoltre si ripresentano ancora i bivi narrativi, che però saranno più marcati e porteranno notevoli cambiamenti al mondo di gioco. Nulla di complesso o eclatante come un Dragon Age o un Nier Automata, ma Ubisoft promette grandi cose.

 

Iniziamo a fare la conta dei giorni quindi.

Il grande pregio di Ubisoft è quello di essere instancabile. La speranza è che i suoi nuovi prodotti non siano la mera fotocopia dei precedenti.

 

Assassin’s Creed Origins, The Crew II e quest’ultimo Far Cry fanno ben sperare: mettiamoci comodi ed aspettiamo.

 

Denny Calamai

About The Author

Denny Calamai

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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