sabato 16 dicembre 2017 - 04:35

Depeche Mode @ Bologna – Recensione

Era il 2001 quando, per la prima e unica volta, ebbi l’occasione di vedere i Depeche Mode dal vivo all’allora Pala Malagutti di Bologna, per il tour dell’album”Exciter”.

Da allora non avevo più avuto modo di vederli live, soprattutto a causa dei loro concerti sempre un po’ troppo distanti da Firenze.

Quindi appena è stata ufficializzata la loro data estiva a  Bologna per il 2017, ho fatto di tutto per accaparrarmi il biglietto (spesso di questi tempi impresa ardua), per rivederli finalmente dal vivo.

Quindi dopo lunghi mesi di attesa (il biglietto comprato a Novembre 2016) è arrivato finalmente il 29 Giugno e sono ritornato ancora una volta a Bologna, ma questa volta nella più suggestiva cornice dello Stadio Dall’Ara.

Appena arrivato allo stadio era facile notare un pubblico molto eterogeneo, che andava dai giovani fino a quelli che li seguivano dagli esordi ad inizio anni 80 della band elettronica inglese.

Alle 21 circa inizia il concerto sulle note di un intro che non ti aspetti, ovvero “Revolution” dei Beatles, che ben si accosta ai temi trattati nel loro ultimo disco”Spirit” (non a caso il primo singolo si chiama “Where’s the Revolution”).

La prima parte del live è incentrata su brani più recenti (da Spirit vengono proposti 5 pezzi) e c’è il momento in cui Dave Gahan cede il microfono a Martin Gore che canta “Judas” e “Home”.

Notevole è la partecipazione di tutto il pubblico dello stadio che canta, intona cori e balla, trasformando in alcuni momenti il Dall’Ara in un’enorme discoteca all’aperto.

Dave Gahan si dimostra sempre in grandissima forma sia a livello vocale che di tenuta del palco, con a fianco Martin Gore che si alterna fra chitarra e tastiere.

Dietro di loro Andrew Fletcher, che non si muove dalle sue tastiere-sintetizzatori, poi dal vivo i tre membri della band si fanno accompagnare dal batterista Christian Eigner (che accompagna il gruppo live dal 97 e che ha fornito una prova impressionante) e da Peter Gordeno ai sintetizzatori.

Durante le loro 2 ore di spettacolo c’è stato spazio per classici come “Enjoy the Silence”, “Everything Counts”, ma anche per un sentito omaggio a David Bowie con una reinterpretazione struggente di “Heroes”.

Alle 23.15 circa il concerto si chiude con una doppietta finale splendida, ovvero “I Feel You” e “Personal Jesus”, cantate e ballate all’unisono da tutto lo stadio.

Insomma a mio parere i Depeche Mode si confermano ancora una volta una band unica, capace di coinvolgere generazioni diverse di pubblico, e di riuscire a fornire una performance convincente anche in ambienti che sulla carta sono meno adatti al loro sound, come appunto gli stadi.
Scaletta Concerto
INTRO Revolution (Beatles)
Going Backwards
So Much Love
Barrel of a Gun
A Pain that I’m Used To
Corrupt
In Your Room
Word in my Eyes
Cover Me
A Question of Time
Judas
Home
Poison Heart
Where’s the Revolution
Wrong
Everything Counts
Stripped
Enjoy the Silence
Never Let Me Down Again
Strangelove
Walking in my Shoes
Heroes (David Bowie cover)
I Feel You
Personal Jesus
Mirco Chiaramonti

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