mercoledì 26 Giugno 2019 - 19:04

#Col Advisor – E se canti e scatta il semaforo?

COME COMPORTARSI QUANDO STIAMO CANTANDO A SGUARCIAGOLA, SCATTA IL SEMAFORO ROSSO E IL TIZIO ACCANTO CI GUARDA CON DISPREZZO

TUTTO QUELLO CHE NON AVETE MAI SAPUTO E MAI SAPRETE, NON VI CREDETE CHE LO SAPPIA PURE IO EH

La vita è fatta così, bruscamente ti dice che sei diventato grande. Da cosa lo capisci? Quando sei capace di distinguere l’amore dall’amicizia, un mojito vero da un mojito annacquato, l’affetto dall’opportunismo, il deodorante senza doccia da un deodorante con la doccia. No, a parte gli scherzi, oggi parliamo un po’ del ruolo della musica nella nostra vita. Per alcuni fondamentale, per altri poche note messe in fila.

In principio era lo Walkman, una sola parola che fa catapultare chiunque la legga in un’epoca totalmente passata, quasi vintage. Una cassetta, lato a, lato b, che aveva il potere di farci ballare e cantare quando l’unico strumento alternativo in cui si poteva sentire la musica era la televisione (o meglio, mtv, sigla dell’omonimo canale che ho scoperto solo un paio d’anni fa fosse l’acronimo di music television). Poi è stata la volta dei primi lettori mp3 da 256mb, con l’unico scopo di sfoggiarli nell’ora della ricreazione o di “prestarli” alla ragazza che ci piaceva, erano un motivo di vanto (lo so, facevo faville già in tenera età. Ah, tutti i diritti per un eventuale film adolescenziale americano sono riservati). Fino ad arrivare al punto di arrivo, il punto d’incontro per chi si dimette da giovinetto ad adulto: lo stereo della nostra prima macchina. Ebbene sì. Tu, amico lettore di #ColAdvisor, smetti immediatamente di leggere questa rubrica se almeno una volta una non hai cantato in macchina sulla canzone del momento per ingannare il tempo mentre eri in coda. Già, le code. Il traffico ti fa capire che c’è un’entità più grande di te che ti controlla, una specie di grande fratello senza la telecamera, né ospitata conseguente da Barbara d’Urso (anche se nelle cose da fare una volta nella vita, il mi vero obiettivo è andare ospite da Bruno Vespa ed entrare in studio dalla porta che viene aperta dall’Usciere che un tempo recitava nei vari film estivi di Jerry Calà. Poi potrei pure morire mangiando un panino al salame, non me ne fregherebbe assolutamente più nulla). Qualsiasi sia la tua estrazione sociale, qualsiasi siano le dimensioni del tuo smartphone (non vi dico la riverenza nei confronti del possessore del 6 plus, ho visto gente inchinarsi di fronte a cotanta magnificenza), di fronte al tempo più o meno lungo che dobbiamo trascorrere in macchina a causa del traffico o della lunghezza del tragitto, nulla possiamo.  L’unico antidoto a questo male, è la musica. Cantare da soli o in compagnia, il tragitto in macchina con la radio è il nuovo cantare sotto la doccia. La musica, che bellezza. Non esiste strumento più democratico di lei. Però cari amici, c’è un problema che attanaglia milioni di persone, un problema insormontabile. Al semaforo, si sa, ci si deve fermare. Nessuno ci vieta di interrompere il nostro duetto con il cantante preferito! Però, arriva il simpaticone di turno, che si ferma, e ti guarda. Perché? Non hai altro da fare nella tua vita che guardare me che canto? Lo so, sono un bel ragazzo! Vi siete mai chiesti perché quando sono libero c’è sempre traffico fra Roncobilaccio e Barberino del Mugello? Però a tutto c’è un limite. Qua si viola la privacy.

E giustamente cari amici, vi starete chiedendo, caro #Col Advisor, che cosa ci consigli? Generalmente, tutti dovremmo avere un auricolare in macchina, ma poco male. Se sapete che il vostro tragitto è più o meno lungo, procuratevene uno. E quando siete in prossimità di tale pericolo, infilate almeno in un orecchio una cuffiettina. SARETE AUTORIZZATI A TOCCARE LE NOTE PIU’ SOAVI, il nostro-vostro nemico penserà: “Che automobilista modello, utilizza l’auricolare per parlare al telefono, per giunta così animatamente!”. Accrescerà la stima momentanea che uno sconosciuto può nutrire in voi. E poi, che sono problemi questi? Un semaforo mica dura per sempre. (O si, proprio come quello in Piazza della Federiga?) Ma questa, è un’altra storia.

#ColAdvisor vi dà appuntamento al prossimo consiglio! Good Luck.

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