sabato 23 marzo 2019 - 15:38

#Col Advisor – Come non deludere la tua anima gemella quando ti chiede di andare a fare shopping natalizio

COME NON DELUDERE LA TUA ANIMA GEMELLA QUANDO TI CHIEDE DI ANDARE A FARE SHOPPING NATALIZIO
MEMORIE DI UN APPRENDISTA PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA
Dicembre, tempo magico, fatto di cioccolate e abbracci. Di guanti e nasi freddi. Di luminarie per la strada, e di pandori a colazione, pranzo, e cena. Poi, tutto il giorno di corsa, a pranzo un panino, e arriva, quel messaggio su WhatsApp che non ti saresti mai aspettato:” Moreee… oggi shopping?”. Il battito cardiaco accelera notevolmente, la testa comincia a girare, le pupille si dilatano, le mani cominciano a sudare, e dentro di te esclami:” NO, LO SHOPPING NATALIZIO NO ACCIDE

RBOLA! PIUTTOSTO VADO A RACCOGLIERE MIRTILLI!”. Perché, l’atto, di per sé, potrebbe essere grazioso, se non che fare shopping ‎con due buste in ogni mano per ciascun piano di ogni attività commerciale per un totale di 3,8 km senza mai sedersi, comporti un utilizzo di calorie tale al rispettivo consumo di una settimana di palestra. Con l’aggravante, per giunta, che nella riforma della giustizia non è stato ancora inserito come pena in nessuno dei codici. E niente, fatichi tanto per farti bello agli occhi delle donne, ammazzando insetti davanti ai suoi occhi, così da renderti invincibile, e il più bieco dei messaggini su WhatsApp ti mette KO? NO! TU MASCHIO ITALICO DEVI REAGIRE! (Ti ripeti come un mantra, nemmeno tu fossi il protagonista di uno dei film di Rocky, illudendoti che possa funzionare). Finché il momento tanto temuto arriva: sabato pomeriggio in centro a Firenze a fare shopping. Ti senti molto come nella pubblicità della Montenegro: solo che al posto dell’antico vaso che andava portato in salvo, ci sei tu, che vuoi uscire indenne dal pomeriggio, dimenticandolo il prima possibile. E comincia il valzer (solo che non sei al ballo delle debuttanti, già ma chi ci va al ballo delle debuttanti?) dei negozi: la Disney (in cui generalmente non si compra mai nulla, ma ci si fa un selfie con il pupazzo di Mike Wazowski, le soddisfazioni che ti fanno sentire l’uomo che non deve chiedere mai), e poi Kiko, H&M, Zara, tutti articolati dalla parte più difficile, quando la tua lei, presa da istinti primordiali, vuole necessariamente provare nel camerino i 79 vestiti che ha “prelevato” da tutti i piani del negozio. Imperativo categorico, sorriso: perché il risultato sarà quasi sempre impietoso. Quei pantacollant uguali alle tende della nonna, quel maglione come il canovaccio di tua zia, saranno la tua morte, se non apprezzati in maniera corretta.
Cosa vi consiglio? Un dizionario tascabile dei sinonimi e dei contrari (date un occhio qui Date un ochhio qui e così, un po’ Morgan di X-factor, un po’ Maria de filippi a tu si que vales, la prova più impervia, sarà quella di giudicare come la tua dama stia con quell’improponibile pantacollant, o maglione a pois, senza che ti venga inflitta nessuna pena corporale. Da “abbacchiato” a “zuzzerellona”, 940 pagine a disposizione che ti salveranno la vita AMICO MIO! E guadagnerai così un bonus per i prossimi sei mesi per fare quello che vuoi tu, senza che lei possa porre il minimo veto, perché tu, amico mio, puoi vantare un:” Amore, guarda che quella volta ti ho portato a fare shopping, ricordatelo”, oltre un selfie con Mike Wazowski (vuoi mettere?) Ma questa è un’altra storia.

#Col Advisor vi dà appuntamento al prossimo consiglio! Good Luck.

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