mercoledì 17 Luglio 2019 - 19:38

#Col Advisor – Come difendersi dagli impiegati postali

COME DIFENDERSI QUANDO SI STABILISCE UN CONTATTO CON UN IMPIEGATO POSTALE QUALSIASI

CONSIGLI E COMPORTAMENTI PER COSE CHE FANNO PAURA PEGGIO DI QUEL RAGAZZO COSTRETTO A VEDERE “IL SEGRETO” PERCHE’ PIACEVA ALLA SUA RAGAZZA

In principio era l’uomo nero, che ci avrebbe dovuto prendere un anno intero solo perché noi non ci addormentavamo subito. Poi era il lupo cattivo, poi il mostro sotto al letto, poi il mostro nell’armadio, poi il mostro che la notte andava a muovere la plastica delle bottiglie in cucina, poi era vedere Bruno Vespa prima di addormentarsi (non è vero, si scherza, noi a Bruno ci vogliamo bene come uno zio). Oggi, una missiva di Equitalia (anche qui si scherza, io faccio sempre lo scontrino, pure quando al bar compro le goleador). Poche cose come la paura, mischiata a senso di inadeguatezza alle situazioni in cui ci si trova, possono essere racchiuse in una sola situazione: l’incontro fra te, e l’impiegato delle poste. Si sa, il mondo cambia ogni giorno. E sappiamo tutti che fra gli animali più pericolosi del mondo, dopo lo Squalo bianco, e l’Orso Grizzly, c’è l’Impiegato delle poste. E’ una vecchia e brutta storia: tutto il giorno di corsa, a pranzo un panino, e ti ritrovi alla posta in fila. Lo sappiamo di quanto la vita sia buffa, e di come la vita si diverta a farci sudare come non mai in determinate situazioni, come:

INCOLLARE LA PELLICOLA ANTIGRAFFIO SUL TELEFONINO;

SAI, IO L’ARIA CONDIZIONATA NON LA USO, FA MALE! TI DISPIACE? ;

SUPERARE IN AUTOSTRADA UNA VOLANTE DELLA POLIZIA.

Ma soprattutto, FARE LA CODA ALLA POSTA PER LO SPORTELLO CON LA SCONOSCIUTA LETTERA ” Ԑ “. Andare alla posta è così. Una macedonia emozionale, che farebbe invidia a qualsiasi prova di coraggio di uno dei millanta reality show che abbiamo visto e che inevitabilmente vedremmo sui teleschermi. E così un bel giorno, arrivi, prendi il tuo numerino nel totem elettronico che li distribuisce, pigi il magico tastino, e la macchinetta si spegne. Preoccupato, corri subito dall’impiegato, spiegandogli che non è possibile prendere i biglietti. E l’impiegato, ti risponde sornione:” Mi dispiace, non so che dirle, davvero”, che è più o meno la risposta di quando a scuola tutti prendevano 8 al compito che era facilissimo, e tu 5 –, oppure di quando la tipa con cui stai ti diceva che ti vedeva più come un amico mentre tu le volevi chiedere di sposarti. Perché? Perché proprio a noi? A chi si deve rivolgere un esemplare maschio di uomo razza bianco caucasica se la macchina che distribuisce i bigliettini è rotta? Al mio salumiere? (A proposito, Ciao Marione, oggi pomeriggio passo, mi raccomando il crudo fine fine). Poi, come nelle migliori favole, come quando la principessa sta per morire e rinsavisce manco avesse sentito che iniziano i saldi, la macchinetta si riaccende, e la vecchina che è entrata 20 minuti dopo di te, dopo aver preso il bigliettino corrispondente, ti dice:” Ora funziona eh” (liberamente tratto da una storia vera del libro delle “storie vere ma davvero vere ma che davvero dici?” di Fabrizio Colucci). Sconfitto, deluso, cominceresti ad urlare tipo pappalardo quando canta “Ricominciamo”, o diventi simile ad Hulk che sta per trasformarsi nel muscoloso essere verde. (Perché? Perché a noi? Perché succedono queste cose nella vita? Perché sotto la doccia cantano tutti bene? Perché la selezione naturale di Charles Darwin colpisce quelli che quando ti fermi per farli attraversare ti fanno cenno di passare lo stesso? Ma soprattutto, Perché la fila alla posta non è fra le pene alternative nei codici della giurisprudenza?). Poi andate voi a parlare col mio Gastroenterologo care Poste Italiane, quando si presentano fenomeni di riflussi gastrici appena entri alla Posta con il numero 89 e agli sportelli sono al numero 7.

Che cosa vi consiglio cari amici? Come difendersi da qualsiasi iterazione con un impiegato della posta? Come reagire nel caso in cui vi rimprovera e voi vorreste cominciare a suonare una danza tribale utilizzando come bongo la sua testa? Per una volta, la rete e l’internet, ci vengono concretamente in aiuto. Se avete impellenze economiche, provate con i servizi di Home banking direttamente dal vostro pc di casa, (dopo aver fatto la fila alla banca per attivare il servizio, ma questa è un’altra storia). Se per caso invece si tratta di servizi con le carte prepagate, io punterei tutto sul vostro amico che lavora, e sugli anni di anzianità maturati di rapporto. Esordite con un:” Amico mio! Da quanto ci conosciamo? Quante ne abbiamo passate? Quante ne passeremo?”. E mentre lui starà ancora piangendo per la commozione, chiedetegli immediatamente se potete usare la sua carta, e poi salderete i vostri conti la sera davanti ad uno spritz. Gli amici servono anche a questo no? E poi pensate a chi sta peggio, come quello che disse:” …è più facile uscire vivi dalla posta alle 18 e 41 che cercare qualcosa nella borsa di una donna.” Ma questa, è un’altra storia.

#ColAdvisor vi dà appuntamento al prossimo consiglio! Good Luck.

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