mercoledì 26 Giugno 2019 - 19:07

#Col Advisor – Come attaccare bottone in ascensore

COME INSTAURARE UNA DISCUSSIONE CON LA TIZIA CAPITATA NEL TUO STESSO ASCENSORE CHE DOPO APPENA 4,8 SECONDI AMI GIA’ FOLLEMENTE

ALMANACCO DI SITUAZIONI DOVE A PREVALERE E’ SEMPRE L’AMORE CON TANTI CUORICINI

 

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La nostra vita è piena di oggetti che la rendono molto più semplice e facile, e molte volte noi, non ce ne rendiamo nemmeno conto. Che via sarebbe senza la coperta termica d’inverno? Senza il viadotto dell’Indiano e il suo traffico? Senza la soave melodia della macchinetta del caffè appena pronto? Senza la maniglia che ci permette di aprire il frigorifero? Immaginatevi un mondo senza LA MANIGLIA!??!?!?! (Magari ne avremmo di meno sui fianchi, di maniglie, ma lasciamo perdere, la mia dietologa dice che la ciccia non è un tuo nemico, ma amico!).

Sarebbe una vita più vuota. Nello specifico, vorrei soffermarmi su uno strumento che ha reso, e rende tutt’ora più facile l’ostacolo più arduo e impervio che il maschio italico e le sue amiche dolcissime e curvilinee maniglie dell’amore possano trovare sul loro cammino: l’ascensore. Sì, l’ascensore. Pensate ad un mondo senza ascensore, fatto solo di scale. Le scale sono la più infima tortura che le nostre gambe possano “subire”. Non si capisce per quale legge fisica, chimica o matematica (la matematica c’entra sempre, lo diceva sempre la mia professoressa al liceo, stento a capire cosa c’entri qui, ma io mi fido oh), quando percorri le scale la prima volta la forza che si poggia sulle tue gambe è pari a quella di 100 anziani * che controllano il regolare ritmo dei lavori della linea 3 della tramvia (* l’unita di misura è dovuta alla grande presenza dell’unità di misura in questione).

E QUINDI CHIEDO DI UNIRVI AL MIO CORO DI GRATITUDINE: GRAZIE ASCENSORE! Buffa idea, l’ascensore. Oltretutto credo sia lo strumento più democratico mai esistito e mai inventato (insieme ad un altro che lascio alla vostra immaginazione), capace di ospitare per pochi secondi ragazzi, signore con la spesa, comitive, dolci fanciulle e belloni che sognano l’America (o più facilmente di andare al Pavo il sabato sera). Ma soprattutto, fanciulle.

Alzi la mani chi non si è mai innamorato della giovinetta che è entrata in ascensore quando eri già dentro il cubo metallico, e non abbia pensato che nome dare al vostro quarto figlio. Preoccupazioni di eventuali aliti pesanti, e di smorfie che ti sgonfino il viso (almeno qui l’allenamento da selfie serve a qualcosa, certo magari poi è meglio muovere la faccia, onde evitare di far pensare alla suddetta ad una paresi), passano in secondo piano: lei è lì, ad un passo da te. Che fare? Come tentare un approccio in pochi secondi (per i più fortunati un po’ di più se l’edificio in questione è molto alto)? Insomma ColAdvisor, che ci consigli?

Il mio consiglio, per evitare un ceffone sonoro e fragoroso e perdere la mascella al lato opposto del probabile schiaffo che la fanciulla potrebbe tirarvi, e soprattutto è semplice. Se il viso della fanciulla in questione, è triste, lasciate perdere, nemmeno Cuck Norris, che notoriamente risolve tutto col solo sguardo, riuscirebbe in tale impresa. Nel caso in cui il viso della fanciulla è disteso e sorridente, azzardate una buffa disamina sul tempo! Ah, il tempo, quante discussioni ha salvato, quanti rapporti ha sanato! “Oggi bel sole eh? Sembra primavera” – “’C’è aria di pioggia. Sai, amo la crudeltà della natura. Bagna tutti, indistintamente”. E tac! Agganciata. Poi amico mio, il resto, viene da sé (però io lontano dall’eventuale ceffone rimarrei, così per scrupolo).

Eviteremmo comunque imbarazzanti situazioni, come nel caso in cui lei, mentre porge il dito verso la pulsantiera del cubo metallico, si gira verso di te ed esclama:” Piano?” ed evitare di rispondere, da perfetto Mr. Provolone:” SI, PIANISSIMO.” Ma questa, è un’altra storia.

#ColAdvisor vi dà appuntamento al prossimo consiglio! Good Luck.

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