mercoledì 21 Agosto 2019 - 12:28

Classkillz – Intervista

classkillz

Bring The Noise ha fatto un’incursione nel mondo del rap contattando Klaudio Lamaj, membro dei toscani Classkillz, nonché produttore e beatmaker.

-Ciao Claudio. Tanto per cominciare, come ti sei avvicinato al mondo della musica e del rap in particolare?

Il mio approccio a questa cultura è stato molto spontaneo. Nel 2007 mi affacciai a tutto questo attirato dal mainstream, un po’ come tutti, anche se allora tutti eravamo io e pochi altri.

Ti chiederai chi ascoltavo? Beh, cominciai con Fibra, Mondo Marcio, per poi toccare con mano quello che era l’underground. Allora gli One Mic andavano forte, ma era solo la punta dell’iceberg che stavo per scoprire.

Cominciai a produrre con Windows Xp, su un pentium preso alla caritas perché non mi potevo premettere niente di meglio. In seguito cominciai quel percorso che sto seguendo tutt’ora.

-Come si è invece formato il tuo gruppo?

I Classkillz si sono formati sopratutto per una enorme amicizia di fondo e per una grandissima stima professionale e musicale.

Ci siamo conosciuti un po’ alla volta. Conoscevo En come Emcee dei De’Canters e agli inizi li vedevo lontanissimi, dei mostri sacri ed irraggiungibili. Poi in seguito ho avuto anche il piacere di entrare nel gruppo e condividere e imparare veramente tanto con loro, ma con Gennaro è rimasto un legame importate.

Mentre Raily era un cane sciolto, un MC incredibile e En ci ha fatti conoscere per dare vita a questo progetto.

-In fase di composizione scrivete prima i testi e poi le basi, viceversa, o la scelta varia in base alla situazione?

Tra le basi di questa cultura ci sono anche i sample (campioni), dischi blues, soul e funk da campionare per produrre le basi.

Noi ascoltiamo un po’ di samples, ne scegliamo uno, scegliamo un mood, una situazione da tirare su. Io in seguito mi metto alle macchine e inizio a creare una struttura. Nel mentre i ragazzi scrivono bozze su bozze. Una volta rifinite le nostre piccole pietre grezze registriamo tutto. Ma l’orecchio  non è tutto, c’è anche il cuore.

-Quali sono, secondo te, le doti che un buon producer deve avere per per affermarsi in questo campo?

Secondo me un buon producer/beatmaker deve avere un buon orecchio per riuscire a miscelare più che bene i suoni che ha a disposizione. Deve crearsi le sue drums kit, i suoi campioni, insomma il suo sound. Sopratutto deve sapersi personalizzare, avere un suono molto riconoscibile. Ma l’orecchio  non è tutto, c’è anche il cuore. Credo che la musica riesca a tirare fuori il vero noi, quindi puoi capire l’artista dalla sua musica, e più crede in quello che fa e più questa rivelazione si palesa.

-Nel mondo del rap, spesso, esiste molta competizione tra gli artisti, in alcuni casi si è arrivati anche alla tragedia. Tu che hai collaborato con diversi artisti del settore,noti che ci sia ancora questo spirito competitivo tra loro?

La rivalità nel nostro genere c’è è c’è sempre stata, basta pensare al “dissing” (insultare il proprio avversario in un freestyle o in un’improvvisazione)  anche se  il 99% di  quello che viene detto sul palco rimane li sopra. Questo tipo di rivalità sportiva diciamo non fa che bene ai rapper, mentre situazione con l’ormai famigerata faida tra 2Pac e B.I.G disgrega un po’ quello che sono le basi del hip-hop in primis e poi del rap. Il ”Peace, Love & Having Fun” è importante perché fare musica senza divertirsi non è fare musica.

-Per concludere,che idea ti sei fatto sullo stato attuale della musica rap in Italia?

Sono molto contento di questa esplosione del rap in Italia. Stiamo finalmente riuscendo a prendere un impronta. Di certo la nostra impronta stessa è ancora insignificante in confronto a quella francese, inglese o ancora peggio a quella americana. Stiamo comunque  riuscendo a muovere i meccanismi giusti per poter far si che ci siano più fondi, più eventi e una radicazione di questa musica nella nostra cultura.

About The Author

Lapo & Michel

Autori per Breakoff della rubrica musicale Bring the Noise // Vocalist di Break the Radio // Fanno cose, vedono gente

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