lunedì 21 agosto 2017 - 21:24

Castlevania – Recensione (Anime Netflix)

NETFLIX CI PROVA

 

Chi vi scrive non è mai stato un grande fan di Castlevania.

 

Da non estimatore dei giochi made in Japan e delle loro caratteristiche, la serie Konami non mi ha mai attirato più di tanto e pur avendo giocato ad alcuni capitoli e conoscendo la storia e la trama che li sorreggono, ho sempre preferito giochi a sfondo vampirico occidentali, primo fra tutti l’indimenticabile Vampire: The Masquerade.

 

In trepidante attesa per il Vampyr di Dontnod, il piatto forte a base di sangue fresco e denti aguzzi lo offre inaspettatamente Netflix questa volta.

 

Il colosso televisivo americano che tanto bene sta facendo anche qui da noi con produzioni che variano fra il molto buono e l’ottimo, ha deciso di provarci con il mondo di videogiochi.

 

Trappola mortale sia per registi folli e squattrinati (leggasi Uwe Boll) che giganti cinematografici come Universal Pictures&co, i videogiochi sono ancora elemento tabù quando vengono portati su schermo, quindi la mossa di Netflix di produrre una serie anime su Castlevania, è una mossa quanto mai rischiosa.

 

Le quattro puntate che compongono la prima stagione, fungono più da stagione zero, introducendo il mondo del Dracula di Konami anche a chi come me ne sa poco o niente.

 

Siamo nel 1400: l’inquisizione si adopera strenuamente per stroncare ogni forma di magia ed eresia in una Valacchia immaginaria. La veemenza con cui la Santa Sede combatte è elevatissima, al punto di arrivare a bruciare sul rogo anche Lisa, nientepopodimeno che la moglie di Dracula in persona.

Il signore dei vampiri è magnanimo e concede un anno di tempo all’umanità per fare ammenda: manco a dirlo agli umani non importa nulla della minaccia che invece risulta veritiera, andando a concretizzarsi con l’assalto delle truppe vampiriche sulla popolazione.

 

Il primo episodio è quindi un inno a Symphony of the Night, ma i restanti episodi non seguono i vari capitoli di Castlevania alla lettera: sono piuttosto un sunto molto ben riuscito.

 

Il protagonista della serie è infatti il buon Trevor Belmont che viene affiancato dai suoi compagni Alucard e Sypha Belnades (tutti riconducibili a Castlevania III). Trevor in questo caso è però un personaggio totalmente all’opposto di quello bello, coraggioso e puro dei videogiochi.

 

Qui il protagonista è il figlio di una famiglia decaduta, accusata di stregoneria e radiata da tutti gli ambiti.

Le quattro puntate non vertono quindi sulla storia della lotta tra Dracula e Trevor, bensì sulla nascita dello stesso come cacciatore di demoni.

 

I trailer possono ingannare e sebbene l’atmosfera ed i richiami ai giochi siano belli e presenti, la serie si muove su ritmi molto compassati e “chiacchierati”.

 

Grossi spiegoni dipanano la trama e i personaggi che passano molto più tempo a dialogare che a menare le mani.

Per questo è bene intendere questa season one, più come un grosso episodio pilota che funge da apripista alla seconda stagione, già annunciata e gonfia di quattro episodi in più rispetto a questa, ma ancora senza data di uscita.

 

Ottimo il climax che si raggiunge nell’ultima puntata con una lunga sequenza d’azione culminante in un colpo di scena abbastanza telefonato, ma ben congegnato che ci fa restare con la voglia di sapere come andrà a finire.

 

25 minuti circa ad episodio piacevoli e ben fatti sia per chi ha videogiocato che no. Il minutaggio è classico da anime: una manciata di giri di lancetta che però fanno da palliativo nell’attesa dell’inverno che si abbatterà domanica 16 luglio, con Game Of Thrones.

 

Denny Calamai

About The Author

Denny Calamai

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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