sabato 23 marzo 2019 - 15:41

“Cambio di rotta” di Elizabeth Jane Howard – Recensione

Quando si avvicina la nuova uscita di un’autrice che ammiri e apprezzi molto è quasi impossibile dormire su sette cuscini, come se niente fosse; la paura di rimanerne delusi, così come il timore di non ritrovare fra le righe la sua bravura e il suo tipico piglio, è sempre in agguato. Devo dire di aver provato fortemente questa sensazione quando mi sono accostata al nuovo romanzo di Elizabeth Jane Howard, anche se in realtà non si tratta di un suo nuovo lavoro quanto più della traduzione italiana di una sua opera scritta ormai 60 anni fa. Tutte queste paure sono immediatamente svanite perché, sin dalle prime pagine, ho riconosciuto la penna che tanto mi è stata cara nella Saga dei Cazalet (edita anch’essa presso Fazi editore); quella scrittura così intrisa di una malinconia profonda e viscerale che finisce irrimediabilmente per diventare vera e propria melancolia.

Sono tre le vite attorno alle quali ruota la storia: Emmanuel, famoso drammaturgo inglese che ha ormai superato la mezza età, Lilian, la moglie fragile e nevrotica e Jimmy che, più che essere l’agente di Emmanuel, finisce per essere un tuttofare e soprattutto una presenza confortante per i due. Il rapporto fra Emmanuel e Lilian è infatti naufragato ormai da tempo: lui la tradisce ripetutamente con le sue segretarie e lei è tutta presa dalla vita mondana, intervallando a balli e cene di gala i suoi ripetuti attacchi di nervi. La loro è una vita che si lascia semplicemente trasportare dalla corrente, agire sembra essere sempre o troppo difficile o troppo faticoso; provare a rimediare a quello che ormai è un matrimonio fallito pare essere un’impresa che non interessa a nessuno dei due, preferiscono sopportarsi a vicenda, soprattutto al cospetto della società; come maschere di uno dei tanti drammi teatrali di Emmanuel. Unico amico di lui è l’alcol: lo aiuta a superare le numerose cene e feste della borghesia inglese, uniche amiche di lei le pasticche che usa e abusa con il pretesto di finti attacchi psicotici e malattie immaginarie. Niente sembrerebbe poterli cambiare, fino a che l’entrata in scena di un nuovo personaggio in quel teatro che è la loro vita non sconvolgerà i loro delicati, e apparenti direi, equilibri. Alberta verrà infatti nominata segretaria di Emmanuel; sembrerebbe una delle tante, destinata a divenire la sua prossima amante, ma Alberta tutto farà tranne che ricoprire il ruolo che, in questo dramma umano, sembrerebbe essere stato scelto per lei.

“Cambio di rotta” è un romanzo che, non sempre riuscendoci, prova a sviscerare e a mettere a nudo i sentimenti umani più abietti e meschini; soprattutto quelli legati ad un mondo fatto di apparenze e finzioni, un mondo in cui sono i colori degli abiti da cocktail delle signore ciò che conta davvero, un mondo in cui la mera esteriorità è il simbolo di certezze solide e consolidate ma, in realtà, inesistenti. È un clima alla “Grande Gatsby” o alla “Tenera è la notte” quello che si respira nelle pagine del romanzo, un mondo che dietro ai suoi sfarzi e lussi nasconde personaggi annoiati e nevrotici. Sicuramente l’opera, nonostante l’inconfondibile stile elegante e raffinato tipico dell’autrice, non è riuscita a conquistarsi un posto nell’Olimpo dei suoi romanzi che preferisco, questo perché ho notato come una minore forza in esso rispetto ad altri suoi scritti; nel complesso mi ha dato l’impressione di un’opera con un potere e un’energia più spenta del solito. Nonostante il tono decisamente più sommesso, “Cambio di rotta” si presenta come un bellissimo affresco di una società basata su falsità e ipocrisie, dando però un barlume di speranza a coloro che riescono – pur faticosamente – ad essere toccati da qualcosa o qualcuno, come in questo caso, un qualcuno che mostra di possedere ancora un animo puro e innocente.

ABOUT THE AUTHOR: Elizabeth Jane Howard (Londra, 1923 – Bungay, 2014) è stata una delle autrici più importanti e prolifiche della metà del 900’; ha pubblicato ben 15 romanzi di cui “La Saga dei Cazalet”, una serie in cinque volumi che ripercorre le vicende di una grande famiglia borghese inglese a metà fra le due guerre, è sicuramente la sua opera più famosa e acclamata dalla critica. Dopo un’infanzia infelice a causa degli abusi sessuali subiti dal padre e dalla grave depressione di cui soffriva la madre, anche la sua vita da adulta fu stata alquanto difficile e burrascosa, costellata di matrimoni falliti e amanti occasionali.

Chiara Martini

About The Author

Chiara Martini

Lettrice accanita e onnivora // Accumulatrice seriale di libri // Laureata in Lettere Moderne // Se non leggo scrivo, se non scrivo parlo di libri // Il romanzo è per me forma artistica senza eguali

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