domenica 21 gennaio 2018 - 15:32

Biomutant – Anteprima

TOPI, MUTAZIONI, FUCILI

Nel precedente articolo ho momentaneamente sospeso la mia attività di recensore per dare spazio a disquisizioni filosofiche su gaming, marketing e dichiarazioni un po’ azzardate, ma ora torniamo a dedicarci al gaming puro: lasciamo da parte chiacchiere e speculazioni dunque, imbracciamo fucili, spade e…lisciamoci la coda.

Alla Gamescom ho infatti avuto modo di provare l’ultimo nato in casa THQ Nordic, un prodotto che, se capace di mantenere le aspettative, potrebbe rivelarsi davvero il colpo da maestro della software house austriaca.

Una sola parola: Biomutant.

Alzi la mano chi si ricorda il vecchio maestro Splinter, padre adottivo delle famose Tartarughe Ninja.

Bene, ora alzi la mano chi si ricorda Rocket, il procione dei Guardiani della galassia.

Ecco, unite le due idee e otterrete il protagonista di Biomutant.

In un futuro post apocalittico, un topastro antropomorfo mutato si troverà a scorrazzare in lungo e in largo in un coloratissimo mondo open world popolato da tante belle bestie, tutte arrabbiate e tutte mutate.

Da quanto appreso dalle parole del capoccia di Experiment 01, il team leader responsabile dello sviluppo, il mondo di Biomutant è andato incontro alla catastrofe a causa del deperimento di un fantomatico albero della vita: starà proprio al nostro eroe con la coda ritrovare una serie di bulbi che potrebbero fornire al suddetto albero mistico l’energia necessaria per salvare il mondo.

Il gioco è fondamentalmente un action rpg con alcune meccaniche stealth, una progressione basata su skill e punti esperienza ed un sistema di moralità che potrà cambiare il nostro buon procione in una spietata pantegana assassina.

Il gameplay è vario, veloce e molto divertente.

Gli scontri all’arma bianca si alternano a fucilate e scariche di pistole futuristiche. Il crafting è inoltre elemento fondamentale: ogni oggetto può essere preso, smontato, riciclato in base alle esigenze e riconvertito in proiettili, armi e attrezzatura varia.

Oltre al menare le mani il nostro procione radioattivo, (che potrà essere modificato ad inizio gioco in ogni particolare: dalla lunghezza delle orecchie al colore della pelliccia, dai baffi alla statura, dalla corporatura agli accessori), dovrà anche dire cose giuste al momento e alla persona, pardon, essere antropomorfo giusto.

Si parla di sei fazioni presenti all’interno del gioco e tanti npc che ci forniranno missioni e informazioni utili per procedere nella trama.

Ci potremo unire ad una di queste fazioni, cercando di salvare il mondo o accelerarne il suo decadimento: tutto sta alla nostra indole, che modificherà radicalmente il karma del protagonista.

Biomutant è un gioco interessante, non lineare ed estremamente divertente, che gioca molto anche sull’ironia.

Gli scontri corpo a corpo sono una vera gioia per gli occhi, ma soprattutto per le orecchie. Lo stile di combattimento ricorda il kung fu o un qualche stile di combattimento orientale, ma la cosa bella sono le onomatopee e le esclamazioni che sentirete ad ogni colpo andato a segno o ad ogni manata incassata.

Il titolo è ancora in piena fase di sviluppo, quindi è presto per tirare le somme ma da quanto visto e dalle notizie che piano piano vengono rilasciate dagli sviluppatori, siamo estremamente fiduciosi nella buona riuscita di questa stranissima ed originale proprietà intellettuale targata THQ.

Appuntamento a metà del 2018 per la release ufficiale: buon lavoro Experiment 01!

 

Denny Calamai

About The Author

Denny Calamai

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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