venerdì 18 gennaio 2019 - 14:51

Assassin’s Creed: non ci siamo.

Nuovo capitolo di Assassin’s Creed in arrivo nel 2017. Ne sentiamo davvero il bisogno?

 

Quattro parole ed una pessima abitudine di molte software house: more of the same.

Mancanza di idee, ma sopratutto operazioni di marketing sempre più esasperate, hanno fatto sì che una valanga di titoli subissero reboot e remaster. Lifting che hanno riportato in auge vecchie glorie del passato: Tomb Raider, Doom, Need For Speed e molti altri colossi di ieri, sono tornati sugli scaffali di oggi.

In questo caso però non stiamo analizzando i prodotti sopracitati, che hanno avuto il pregio di rinnovarsi chi con trame inedite, chi con gameplay innovativi o importanti migliorie tecniche, che li hanno resi ottimi prodotti.

Stiamo parlando piuttosto di un titolo che ogni anno (un lasso di tempo praticamente nullo per sviluppare significativi cambiamenti in un videogioco), appare con un nuovo capitolo: Assassin’s Creed.

assassins-creed-uniteCon il suo brand di punta, Ubisoft è diventata la software house leader del more of the same.

Altair, Ezio, Edward, Connor, Arno, Jacob: nomi diversi, sotto lo stesso cappuccio bianco.

Assassin’s Creed ormai non è più un videogioco, ma un prodotto da catena di montaggio che puntualmente si ripresenta con le stesse modalità, e spesso, con gli stessi bug del precedente.

L’ultimo AC, Syndicate, è visivamente impressionante: la Londra vittoriana è riprodotta magistralmente, le mappe sono enormi e ben dettagliate e molte imperfezioni ereditate da Unity (flagellato di bug all’uscita) sono state corrette. Ma i cambiamenti finiscono qui.

Assassins-Creed-SyndicateIn molti potrebbero obiettare, dicendo che quest’ultimo capitolo introduce la novità di avere due protagonisti giocabili, con i quali potremo gestire le missioni con approcci differenti, innalzando la giocabilità del titolo. Vero, se non per il fatto che Far Cry 4 (altro titolo Ubisoft che fa del more of the same religione) proponeva meccaniche molto simili, portando il giocatore a scegliere tra Amina e Sabal, diversificando il gameplay.

Syndicate riprende il concetto, lo rielabora un minimo e lo ripropone.

assassins-creed-empireNotizie recenti vorrebbero un nuovo AC (Empire?) nel 2017, ambientato, pare nell’antico Egitto. Da quello che si è appreso, sembra che il sistema di combattimento sarà completamente rivisto (era l’ora) e che la progressione del personaggio sarà graduale come un gdr. Ambientazioni colorate e vivaci dovrebbero fare da sfondo all’azione che prevedrà una fase parkour meno accentuata e senza bisogno di caricamenti fra le diverse aree. Un cambiamento drastico quindi che potrebbe rivitalizzare, quantomeno nei contenuti, un prodotto che fin dalla sua uscita si è evoluto poco e niente, riuscendo quindi a segnare un deciso cambio di rotta rispetto al passato.

La domanda quindi si ripresenta: ne sentiamo il bisogno?

Se davvero il 2016 sarà l’anno di calma in cui Ubisoft riuscirà a mettere insieme idee innovative per creare un prodotto che come si dice, potrebbe avere una struttura simile a The Witcher, allora la risposta è si. Saremo ben felici di provare qualcosa di nuovo e non il classico gioco che una volta terminato finisce nel dimenticatoio.

Denny Calamai

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Denny Calamai

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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4 Comments

  1. Dagma O'Neill

    È un po’ come chiedersi ogni anno se sentiamo il bisogno del Samsung Sx o dell’iPhone xS 😀
    Però, premesso che il titolo non mi piace, la modalità coop almeno è una novità per Assassin’s Creed.

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  2. Denny Calamai

    Il tuo esempio è centratissimo. Lungi dall’affermare che AC è un pessimo prodotto: i primi due sono stati rivoluzionari quando uscirono, l’articolo verte sul fatto che oggi molti videogiochi, così come molta della tecnologia che viene prodotta, (come per gli smartphones), seguono i canoni della moda più che dall’innovazione. Quindi io personalmente tendo a perdere interesse di fronte a prodotti che sono quasi la fotocopia dei precedenti. Se ci metti pure che sono prodotti che costano non poco, allora il mio interesse diventa praticamente nullo. Detto ciò, de gustibus non disputandum est 🙂

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  3. IlGuasta

    Ne sentivamo il bisogno? Secondo me sì, proprio perché per una volta Ubisoft esce dal giro del gioco annuale fatto come una fotocopia dei precedenti.

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