mercoledì 19 dicembre 2018 - 06:44

Io, Arturo Bandini, un tipo davvero fantastico

Cara mamma e caro Hackmuth, il grande editore. A loro era indirizzata la maggior parte delle lettere che scrivevo. […] Dio mio, signor Hackmuth, c’è qualcosa che non funziona, crede che dipenda dal clima? […] Mi rispondeva subito; […] e io portavo con me le sue lettere; le leggevo e le rileggevo, e le baciavo. Mi piazzavo davanti alla sua fotografia, piangendo calde lacrime, e gli dicevo che stavolta aveva fatto centro; un grande scrittore quel Bandini, Arturo Bandini, io, un tipo davvero fantastico.

A pronunciare queste parole non è un demente, come sareste portati in qualche modo a credere, ma semplicemente il protagonista di Chiedi alla polvere (1939), il romanzo più celebre di John Fante.


Arturo Bandini, ventenne italoamericano che cerca fortuna a Los Angeles, si nutre solo di arance e passa il tempo ad alimentare le proprie fantasie deliranti riguardo ad un possibile successo letterario e a delle donne (due aspetti legati per lui da un vincolo indissolubile) che non mai ha avuto e che verosimilmente mai avrà. La realtà, intanto, è lontana anni luce, ricacciata indietro con apatico sdegno, come appare palese fin dal fulminante incipit: «Era un momento importante nella mia vita, dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo. […] Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto»

Bandini si è imposto come uno degli eroi inetti più spassosi della narrativa americana, e al contempo è diventato il simbolo dell’ossessione per la scrittura, intercettando lo stato d’animo di tutti quegli aspiranti scrittori, sedicenti geni incompresi, che se non riescono a scrivere è “colpa del clima”. Perché tutti gli aspiranti scrittori hanno scritto E il cagnolino rise, firmandolo a forza a una recalcitrante portiera di hotel attenta, più che alla dedica, a controllare che lo “scrittore” non le rubi qualcosa. Già, l’ossessione per la scrittura. Anche mentre sta per annegare Bandini pensa che potrebbe essere grande materiale per un racconto. Non vive la vita, ma cerca il romanzo in essa. Il tutto tra la sua squallida stanza nella pensione di Bunker Hill e le strade di Los Angeles, metropoli tentacolare che tra i suoi tentacoli sembra avvolgere tutti tranne che lui, perennemente escluso dalla festa in corso nonostante i patetici tentativi di mimetizzarsi con gli americani “veri”.

Los Angeles, dammi qualcosa di te! Los Angeles, vienimi incontro come ti vengo incontro io! Ma Los Angeles se ne sta lì, indifferente verso i tragicomici sogni di gloria di questo “tipo fantastico” che non a caso si innamora di un’altra “esclusa”, Camilla, cameriera messicana che però ama solo la marijuana e un certo Sammy, un violento da cui continua a tornare nonostante tutto. Con lei Bandini ha una mezza storia, segnata ancora una volta dall’ossessione e questa volta anche dall’impossibilità (fisica, oltre che mentale) del possesso. La frustrazione si pone, dunque, come vera condizione esistenziale di Arturo, dilaniato da un desiderio pressoché irrealizzabile e dal fatto di dover convivere con esso facendo i conti, continuamente, con un senso di colpa cattolico – vera condanna “identitaria” («Sono gli stessi pensieri che ha avuto tuo padre prima di te, ed è come una sferzata in mezzo alla schiena. […] Sei un vigliacco, Bandini, tradisci la tua anima e menti davanti a Cristo sofferente»).
Chiedi alla polvere è dunque la parabola di un ragazzo che si dimena tra passato e futuro, tra Hackmuth e la mamma, tra l’es americano che lo invita a trasgredire e il super-io italico pronto a condannarlo per l’eternità. In mezzo, sulle spalle stanche dell’Io, c’è una vita che non si riesce a vivere e che, di conseguenza, diventa scrittura. Quella scrittura che ne è, insieme, causa, cura e sintomo.

Roberto Oliva

 

Da questo romanzo è stato tratto il racconto presente nell’altra stanza della sezione: Ottavio Caccamo

About The Author

Roberto Oliva

Studente di Lingue // Lettore di Cose // Scrittore di Romanzi che suscitano Scalpore nel suo Condominio (Una canzone dove andare, 2015 / Il momento giusto, 2017) // Soffiatore di Bolle di sapone.

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