martedì 17 ottobre 2017 - 22:32

breitling replica

Aerosmith @ Firenze Rocks – Recensione

Venerdì sera, al Visarno, abbiamo assistito alla storia.

Line up colma di ospiti per la data del 23 Giugno, ma tra gli spalti si udiva più di altri solo un nome, “Aerosmith”. Ebbene il tour del 2017 del quasi 70 enne Steven Tyler & friends è stato annunciato come il tour di addio, “Aero-vederci baby!” Ed era chiaro che assistere all’ultimo live degli Aerosmith sarebbe stata la coronazione di un sogno per tutti i fan di una vita.

50000 presenze da tutta Italia con l’unico intento di salutare i miti di un’era, l’era del “sesso, droga & rock ’n’ roll”, l’era degli eccessi, l’era di quelli che si godevano a pieno la vita della rockstar.

E così, negli anni del cambiamento, delle star da reality, degli youtuber, per quei 50000 c’era ancora spazio per il vero rock.

POI, il silenzio, la quiete prima della tempesta e sotto le note di “O fortuna” de i Carmina Burana hanno cominciato a scorrere le immagini di Joe Perry e Steven, della band, delle copertine più famose dei magazine che li hanno omaggiati, dagli albori ad oggi.. e poi sulle note di “Young Lust” eccoli, ecco Tyler, in una mise che lo ha sempre rappresentato, camicia zebrata e pantaloni aderenti.. il boato, ci siamo.

Immancabile il “ventilatorone” in cima al palco (un classico degli anni 80) e le grafiche sui maxi schermi alquanto “tamarre”, ma azzeccatissime per il mood del live; il pubblico era letteralmente scaraventato nel passato.

La band interagiva tra di loro, Steven e Joe cantavano insieme, sinergia perfetta ed emozioni allo stato puro; in effetti non c’era molto tempo per prender fiato per noi sotto al palco e tanto meno per gli Aerosmith che balzavano in su e in giù per il Visarno (nel vero senso della parola, chiedetelo al pianoforte!)

Foto: Francesco Prandoni e Elena Di Vincenzo

Uno show completo; assolo di Joe Perry in un pezzo strumentale, le battute di Steven (in italiano maccheronico), l’ estratto video di joe Perry in piazza Santa Croce con i fan,  il cambio d’abito (un gilet nero con frange lunghissime per Tyler, che non saprei neanche descrivere), la bandiera italiana con il logo della band… No, non mancava niente.

Ogni cosa era al suo posto, perfino l’errore su “Walk this way” è stato recuperato come solo i “Grandi” sanno fare, con ironia e improvvisando sulle note ex novo… vogliamo parlare di improvvisazione senza citare la  “valigia dei giochi” di Steven? Conchiglie, “maracas” (o zucche?), sembrava di assistere quasi a uno spettacolo circense o forse teatrale, che se chiudevi gli occhi potevi ritrovarti benissimo del video sognante di “Jaded” (pezzo che però non hanno eseguito, ahimè).

Parlando di pezzi però, non sono mancati i classici, come i successi più energici dei primi album anni ’80, e neppure quelli da “pelle d’oca” come “Dream On” e “I don’t want to miss a thing”.

Mostri sacri, leggende del rock, non era come guardarli da lontano, per noi nell’arena, era come viverli e sicuramente hanno fatto di tutto per renderci partecipi dello show; basti pensare che verso fine concerto Steven ha chiamato tutti all’attenzione per annunciare il compleanno del batterista, Kramer, che è stato ricompensato con un “ tanti auguri” cantato da tutti i presenti. Si, sembrava di essere in famiglia, sembrava di cantare gli auguri allo zio che ci è sembrato ancora più “umano” grazie alla commozione dimostrataci.

Tutto fantastico, perfetto, epico… Solo un dubbio tempesta le nostre anime, siamo sul serio ai saluti? No, non ne siamo convinti perchè per quelli come gli Aerosmith, che hanno dato tutto per la musica e fatto di tutto per entrare negli annali, non può finire così… l’età? Cos è l’età? È una mera illusione della fine. Per chi come noi hanno visto sgambettare quei quasi 70enni in su e in giù per il Visarno… non sarà certo l’età a decretare la fine di una band, della storia.

A sostenere la nostra teoria ci ha pensato Joe Perry che in un’intervista a Virgin Radio ha dichiarato “Ogni volta che Steven fa un’intervista da solo devo trattenere il respiro. Il tour nel 2017 potrebbe essere l’ultimo ma per me è davvero difficile riuscire ad immaginare il giorno del nostro ultimo concerto. La band continua a migliorare e per questo motivo non so se il prossimo sarà il nostro tour finale. Per quanto mi riguarda io suono ogni sera come se fosse l’ultimo concerto della mia vita. Non riesco proprio a immaginare di salire su un palco e non vedere più Brad Whitford o Steven al mio fianco”.

Dunque,

AERO-VEDERCI BABY?

 

Ylenia Cancelli

 

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